Relazione sentimentale come schiavitù, o libertà di esplorazione?

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relazione sentimentale
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Relazione sentimentale. Iniziare un rapporto d’amore è sempre davvero un grande momento, di estrema importanza. Tante sono le aspettative, le incertezze ed i dubbi.

Relazione sentimentale. Può essere una schiavitù oppure una libertà di esplorazione.
Relazione sentimentale

Relazione sentimentale: schiavitù come oppressione o libertà di esplorazione

Talvolta quel senso di frustrazione per non poter appagare i propri impulsi sessuali, potrebbe nel tempo trasformarsi in rabbia e questa a sua volta trasformarsi in odio. Arrivati a questo punto la coppia, scoppia!

Altro problema: si confonde spesso, il piacere fisico con la felicità, ed ecco che nascono i ‘guai’. Ma sono le nostre pulsioni, le nostre aspettative, la paura di sbagliare, i sensi di colpa a renderci schiavi, ma siccome non ce ne rendiamo conto, proiettiamo nella relazione questo senso di oppressione e frustrazione, prendendocela con una dimensione (la relazione o il partner) che talvolta ‘non ha colpa’. Più specificamente, potrei affermare, sulla base della mia esperienza clinica, che è proprio la ferita dell’oppressione ad essere la causa della paura della libertà.

Che vuol dire?

Che chi soffre per la ferita dell’oppressione, non sapendolo ovviamente, ha paura di prendere decisioni liberamente, anche perché questo comporterebbe assumersene le responsabilità. Siccome si sente inadeguato, proietta questi sentimenti nell’altro, attribuendogli la responsabilità della propria frustrazione. Pretende che l’altro faccia o prenda iniziativa che non riesce a prendere autonomamente. Basterebbe fare la ‘prima mossa’, senza aspettative. Siamo di fronte ad una dinamica relazionale dove prevale l’immaturità psicologica, per usare un eufemismo. Bisognerebbe accettare l’idea di fermarci un attimo e di riflettere, con l’umiltà di riconoscere le proprie pretese, che non si può continuare ad avere aspettative sul partner, pensando ad esempio che egli possa essere la soluzione o che sia sempre disponibile per le proprie esigenze.

Ecco l’occasione per esplorare la propria “Ombra”

Bisognerebbe iniziare dal  riconoscere ciò che si è, fino in fondo, nel bene e nel male, se così si può dire, di esplorare la propria ‘Ombra’, come direbbe C.G.Jung. Riflettere sul fatto che nella relazione affettiva, non si può pretendere di trovare tutte le soddisfazioni , ma quantomeno, l’essenziale di cui si ha bisogno, su cui costruire la propria felicità.

E poi, non bisognerebbe smettere di giocare! Bisogna invocare Ermes, dio del linguaggio, della mediazione e dei  confini, per comunicare e mediare con l’altro/a. A volte l’ambiguità può essere utile nella relazione di coppia,(gioco, seduzione, ironia, ecc.), talvolta però, in altre circostanze, bisognerebbe assumere un atteggiamento comunicativo più chiaro e adulto, (Apollo). Allo stesso tempo questo dio ci accompagna negli inferi, dove poter esplorare aspetti più profondi, più tabù, giochi più piccanti che la coppia ha dimenticato, sprofondando così nella ‘valle della noia’.

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