Endometriosi. Una lettura psicologica-archetipica.

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L’endometriosi è una malattia ormai molto diffusa. Nell’Unione Europea ne soffrono 14 milioni di donne, ovvero il 10% della popolazione femminile europea (dati del 2019). Il 20% di esse, sono in età fertile.

Il 40% delle donne colpite, ha difficoltà a procreare. Sintomo predominante è il dolore pelvico. (Fonte: XIV / Senato della Repubblica XIV Legislatura 12a Commissione Permanente (Igiene e sanità) Seduta n. 308 Indagine Conoscitiva sul Fenomeno dell’Endometriosi 295 come Malattia Sociale. 9° Resoconto stenografico, 2006. – Nnoham et Al. Fertil & Steril 2011)

Immagine dell'apparato riproduttivo femminile stilizzato, con fiori e piante.
Apparato riproduttivo femminile stilizzato

Da un punto di vista fisiologico, si tratta della mucosa interna dell’utero (Endometrio), che si posiziona in sedi diverse rispetto alla sua normale collocazione (la cavità uterina). E’ un tessuto che definiamo ectopico, cioè fuori sede e che però è soggetto agli stessi cambiamenti ormonali dell’endometrio. Conclusione: anche questo tessuto ectopico mestrua. La differenza sostanziale è che il tessuto normale all’interno dell’utero, mestrua ed esce normalmente con la mestruazione. Il tessuto ectopico mestrua ed il sangue che si produce viene raccolto in zone diverse dall’utero come ad esempio, le ovaie, dove si formano quindi cisti ovariche endometriosiche. Tali cisti vengono dette in ambito ginecologico “cisti cioccolata”. Infatti, quando si incidono chirurgicamente esce un fluido color marrone scuro dovuto al sangue che si è raccolto nel tempo e che si è ossidato assumendo la classica colorazione cioccolata.

Le mini raccolte di sangue e le aderenze che si vengono a formare tra organi vicini, saranno la causa dei dolori pelvici anche severi e dei dolori durante i rapporti sessuali.

La medicina convenzionale non ha risposte riguardo al perché tale mucosa si vada a collocare in parti sbagliate.

Lettura attraverso la psicologia “archetipica”.

Simbolicamente si tratta di una parte della femminilità inconscia che si trova in un luogo sbagliato e quindi, pericoloso! Qui la donna ‘sposta’ parte della femminilità (mucosa che si posiziona all’esterno) andando, di conseguenza, a danneggiare se stessa. Questa malattia ci fa vedere come l’attività femminile costringe il polo opposto, quindi il maschile (Animus) ad entrare nel punto sbagliato, che è quello dove si è posizionata la mucosa.

Endometriosi: rapporto alterato tra la parte femminile e maschile della donna.

Una delle terapie possibili è la rimozione chirurgica della cisti ovarica endometriosica. La chirurgia, esprime un’attività simbolicamente e archetipicamente maschile.

Se ci riflettiamo, si tratta di una femminilità “fuori luogo”, nel senso che l’endometriosi costringe ad interventi chirurgici che asportano il “tessuto femminile”, per rendere la vita della donna più sopportabile! Gli eventuali dolori durante il rapporto sessuale dimostrano che c’è un dolore nel rapporto con l’uomo. Ma ciò vuol dire anche non accettare pienamente il ruolo della femminilità. Così, quando un uomo ‘entra’ dentro di lei, sente ‘dolore’.

Così, grazie all’endometriosi, la donna può impedire il rapporto con l’uomo e talvolta la possibilità di procreare. Tutto ciò è inconscio! Non c’è consapevolezza! Sarebbe forse più sano tenere coscientemente lontano da sé l’uomo piuttosto che ammalarsi.

La femminilità, la fertilità e la maternità nell’endometriosi

L’endometriosi è spesso associata alla dismenorrea e ciò dimostra quanto sia ‘doloroso’ per la donna accettare il ciclo sacrificale e di rinnovamento della sua potenziale maternità.

La sterilità, che spesso è concomitante, dimostra fino a che punto c’è un blocco, seppur inconscio verso la maternità. E’ come se ci fosse un’intolleranza inconscia verso gli uomini (cioè espressa attraverso il linguaggio del corpo), ma anche verso i figli.

Un rifiuto a quello che è un compito archetipico della donna. Con questo non voglio assolutamente dire che una donna si debba sentire costretta ad avere rapporti con uomini o a fare figli. Piuttosto dovrebbe riconoscere consapevolmente il suo essere e le sue emozioni profonde. Si assumerà così le responsabilità psicologiche di questo suo rifiuto. Se non altro per risparmiarsi il disagio che la malattia comporta.

Probabilmente l’endometriosi svela la difficoltà di prendere decisioni in autonomia, la difficoltà di fare scelte responsabili. Potrebbe svelare una bassa autostima e questo potrebbe giustificare la paura della libertà… quella libertà che consentirebbe di fare scelte liberamente. L’unico maschile che può legittimamente entrare dentro di lei, è il chirurgo. Ed è proprio questo che tradisce il suo più profondo bisogno di riconciliazione con il mondo maschile. Da un punto di vista psicodinamico l’endometriosi rientrerebbe nella ex diagnosi di Isteria, laddove questa viene interpretata come ‘femminilità non vissuta’, nonché una vulnerabilità non riconosciuta.

Spesso, le donne con questa malattia sono donne con caratteristiche maschili, cioè donne molto attive anche lavorativamente parlando. Hanno difficoltà ad accettare di buon grado il lato femminile e piuttosto prediligono azioni e strumenti maschili. A tale riguardo, per fare analisi diagnostiche ed interventi si utilizzano “principi maschili” quali: biopsia, endoscopia, ecografia, laparoscopica e chirurgia tradizionale…. Tutte attività e forme energicamente e archetipicamente maschili!

Immagine della luna.
La Luna può essere considerato l'archetipo dell'Endometriosi.
Luna. Archetipo.

Archetipo della Luna

In conclusione, la donna che soffre per endometriosi dovrebbe riconciliarsi con la propria femminilità e cercare il modo per meglio svilupparla. Allo stesso tempo lasciare che l’uomo faccia l’uomo! L’archetipo da integrare potrebbe essere la Luna, simbolo della riflessività femminile. Così come la luna si lascia illuminare dal sole e ‘riflettendone’ la luce, così la donna potrebbe far si che l’uomo possa illuminare la propria femminilità!

Dott. Marco Franceschini

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